La Psicoterapia Quantistica
Il modo in cui viviamo la nostra vita è funzione del modello di realtà al quale ci riferiamo. La maggioranza delle persone aderisce ad un modello di realtà riduzionistico derivato dalla fisica newtoniana che è limitato e limitante. In base a questo modello, viviamo la realtà in modo dualistico, fatto di opposti forte/debole, attivo/passivo, sicuro/insicuro, bello/brutto, buio/luce. La mente duale considera queste qualità separate in una modalità in cui un elemento esclude l’altro. “Non vediamo le cose come sono, ma nel modo in cui il cervello le interpreta per noi.” Julian Barbour Nel tempo però si è andato delineando un modello di realtà alternativo, quello descritto dalla fisica quantistica. Questo ci insegna che gli opposti sono creazioni mentali, che in realtà una qualità non esclude l’altra ed esistono come parte di un tutto che comprende entrambe. Questa modalità di descrivere i fenomeni ha trasformato la nostra visione del mondo e non è mai stata contraddetta. Il che è eccezionale per una teoria scientifica. Tutte le sue previsioni sono state verificate con straordinaria precisione. Mentre per la nostra mente duale lo spazio e il tempo sono separati, per la fisica quantistica il tempo e lo spazio costituiscono una dimensione unica, in cui gli elementi sono interconnessi. La mente duale separa e giudica gli elementi della realtà, la mente quantistica li unisce e ne accoglie le diversità. La nostra sofferenza nasce dalla separazione, mentre la crescita e l’evoluzione dall’unire, dal comporre le diversità. La fisica quantistica ci insegna il potere dell’osservatore (che afferisce al cosiddetto principio di indeterminazione di Heisenberg). L’osservatore (ognuno di noi) non è separato dalla realtà che osserva, ma ne fa parte e la influenza per il fatto che interagisce con essa. L’implicazione più importante di questo principio è che viene a mancare quella caratteristica che ci rassicura, la distinzione tra soggetto e oggetto. La realtà quindi perde il connotato di oggettività, ed esiste solo in funzione della modalità con cui l’osservatore la osserva. In base a questo principio quindi, quello che fa l’osservatore e come lo fa, diventano centrali rispetto a tutto il resto, che ne risulta una conseguenza dell’intenzione iniziale dell’osservatore. “La realtà è solamente un’illusione, anche se si tratta di un’illusione persistente.” Albert Einstein Questo concetto rivoluziona completamente il modo di intendere noi e la realtà. Ciò che crediamo essere una realtà concreta, oggettiva e indipendente è invece talmente collegata a noi, che si modifica in relazione a quello che facciamo. Ci troviamo quindi davanti a un paradosso, ad una valutazione in contrasto con quanto ritenuto valido e basato sul senso di coerenza. La fisica quantistica va oltre il concetto di localizzazione e di determinazione, concetti su cui si basa la logica del pensiero comune, e ci spinge a fare un salto oltre le apparenze. Per comprendere in modo concreto tutto questo pensiamo all’effetto placebo: le aspettative o le convinzioni, consapevoli o inconsapevoli, che i pazienti hanno riguardo al trattamento influenzano la modalità con cui rispondono o reagiscono alla terapia. I pazienti che credono che il trattamento possa aiutarli, anche nel caso si tratti di trattamento placebo (sostanza priva di principi attivi specifici), mostrano un grado di risposta significativamente più alto al trattamento farmacologico, rispetto a quei pazienti che hanno un’aspettativa meno positiva verso lo stesso trattamento. Al contrario, aspettative negative potrebbero avere un effetto nocivo. Come risultato, alcuni pazienti sviluppano effetti collaterali nocivi anche se in trattamento con placebo. Questo effetto viene denominato effetto “nocebo”. Questo significa che anche un prodotto farmaceutico, è caratterizzato da significati simbolici correlati alla “fiducia” attribuitigli dal fruitore (in questo caso medico e paziente) e che viene percepito secondo variabili culturali ed emotive che possono modificarne, anche apprezzabilmente, il profilo di efficacia e di tollerabilità.. Trasferendo questo principio a un livello personale, vuol dire che in ogni istante siamo noi gli artefici di quello che si manifesta nella nostra vita e consapevoli o no, siamo contemporaneamente la causa e l’effetto. In questa prospettiva non possiamo più considerarci vittime di quello che ci succede, come se fosse esterno ed indipendente da noi. Proprio perché non siamo soggetti distaccati e ininfluenti sulla nostra realtà diventa una nostra responsabilità personale il passaggio da ciò che potenzialmente potremmo essere o fare a quello che successivamente accade nella nostra vita. In questo senso, la libertà di scelta comporta la responsabilità di ciò che si osserva: l’impegno deve essere di diventare pienamente consapevoli delle proprie assunzioni. “Ciò che non è assolutamente possibile è non scegliere” (Jean Paul Sartre). Inoltre, questa assunzione di responsabilità, a cui il principio di indeterminazione ci richiama, riguarda anche chi ci sta attorno, non solo noi. Di fatto, il modo con cui osserviamo gli altri influisce su di loro. Ti senti in grado di sacrificare delle certezze che reputavi stabili e immutabili per guadagnare una possibilità unica di creare la tua realtà? La mente duale oscilla continuamente tra passato, presente e futuro, e la fisica quantistica, ed in particolare la teoria del Campo del Punto Zero e il fenomeno dell’entanglement, ci offre la prova del potere dell’intenzione e dell’azione a distanza del pensiero. Nella nostra vita il potere della consapevolezza e della scelta lo possiamo manifestare sempre e soltanto dal momento presente, che comprende anche il passato e il futuro. Heidegger postula che il tempo si temporalizza solo nella misura in cui ci sono esseri umani. In altre parole, il tempo sta tutto e solo nella mente umana: non è reale, ma cerebrale. A questo punto l’interrogativo è il seguente: se il tempo non esiste, perché incide in maniera così profonda sull’esistenza degli uomini, determinandone le emozioni, l’identità e il dolore? La risposta è che il tempo incide sull’esistenza degli uomini, perché il tempo siamo noi: noi siamo memoria, siamo nostalgia e siamo anelito verso il futuro. Ma noi viviamo in un eterno presente. Il potere della psicoterapia quantistica è quello di spezzare questa viziosità, indicandoci come comprendere la relatività dei nostri modelli di riferimento e come uscire dalla dimensione del tempo. La via è quello di utilizzare strumenti terapeutici con alta
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